CHIESA DELLA MADONNA DELLA CAVATA

La chiesa prende il nome dall'immagine della "Madonna della Cavata" conservata al suo interno. Tale immagine, come vuole la tradizione popolare, fu "cavata" dal terriccio in cui era sepolta, oppure, secondo altra versione, fu cavata" o tolta dalla Chiesa di San Gregorio vecchio dove stava originariamente e trasferita e collocata dove si trova attualmente.

La costruzione primitiva risale al secolo XV, anche se il suo nome appare sul catasto soltanto nel 1509.

Nel 1546 subì un primo ampliamento per opera di un certo Giovan Giacomo Doana come si legge sul portale.

Nel 1700 fu trasformata la facciata così come oggi la vediamo: un timpano sostenuto da due pilastrini con al centro l'antico portale.

Consistenti lavori di consolidamento e di restauro furono eseguiti nel periodo 1963-65. Attualmente la chiesa si presenta a navata unica con le pareti completamente ricoperte di affreschi. Addossata alla parete di fondo, dietro l'altare, un po'' fuori centro vi è l'antica edicola che racchiude il dipinto della Madonna della Cavata, l'immagine della Madonna col Bambino, in atto di benedire San Gregorio Magno, inginocchiato sulla sinistra. Il volto della Madonna è la parte più antica del dipinto risalente con ogni probabilità alla fine del secolo XIII. Gli angeli, il busto della Madonna, il Bambino e San Gregorio Magno furono realizzati nel 500 sopra l'antica pittura, in alcuni punti ancora visibile.

La parete di fondo presenta le tre Natività festeggiate dalla Chiesa: la Natività di Cristo al centro; quella della Vergine Santissima, sulla sinistra di chi guarda, e quella di San Giovanni Battista sulla destra. Ai lati dell'edicola vi sono S. Antonio Abate e San Benedetto.

Sulla parete destra, guardando l'altare, è dipinto un ciclo completo della vita di Gesù. In due ordini di riquadri sovrapposti dal fondo all'ingresso, vi sono dipinte le seguenti scene: L'Annunciazione dell'Arcangelo a Maria SS.ma; La nascita di Gesù; L'Adorazione dei Magi; La Circoncisione di Gesù; La fuga in Egitto; Gesù fra i Dottori; Il Battesimo di Gesù; Uno dei miracoli di Gesù (probabilmente la risurrezione di Lazzaro); L'ingresso di Gesù in Gerusalemme, il giorno delle Palme.

Nel livello basso e ricominciando dal fondo: L'Ultima Cena; L'Orazione nell'orto di Getsemani; Il bacio di Giuda (la parte inferiore di questo dipinto fu distrutta per dare posto alla lapide in memoria del medico Gregorio RICCARDI e di sua moglie Giulia, postavi nel 1861); La Flagellazione di Gesù (non rimane che il capitello della colonna perché nel 1671 fu aperta la porta della sacrestia); La Crocifissione; La Pietà; La Risurrezione di Cristo.

Ai lati della porta della Chiesa vi sono due gigantesche figure di Cristo: il trionfo sulla morte e la sua discesa al Limbo per liberare i giusti, morti prima della sua venuta.

La parete di sinistra, sempre di chi guarda l'altare, è occupata interamente da due grandi composizioni, che rappresentano il definitivo trionfo di Gesù: l'Ascensione e il Giudizio Universale.

Quanto al Giudizio Universale è palese l'influenza di Michelangelo.

Non abbiamo nessuna indicazione precisa della data e degli autori di tali affreschi. E' documentato che nel 1581 erano già stati compiuti. Probabilmente, come si può desumere dall'analisi delle singole figurazioni, essi sono opera di pittori di ascendenza artistica differenziata che lavorarono in tempi diversi.


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